Cascina Clarabella, GAM editrice e il Comune di Chiari organizzano il convegno “Terzo settore e IA per accrescere l’impatto sociale e la produttività”

09/03/2026

lunedì 23 marzo 2026, ore 10-12,30

Villa Mazzotti, Viale Mazzini 49, Chiari (BS)

Villa Mazzotti
Viale Mazzini 49, Chiari (BS)

CON LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

“L’intelligenza Artificiale per accrescere l’impatto sociale Guida etico-strategica per dirigenti del Terzo Settore” 

di Carlo Fenaroli

E LA PARTECIPAZIONE DEI RELATORI:

Carlo Fenaroli
autore

Daniela Mena
GAM Editrice

Gabriele Zotti
sindaco di Chiari

Gherardo Colombo
ex magistrato

Ettore Prandini
presidente UE.Coop

Nicola Mondinelli
AI Wonder

Nel dibattito sull’intelligenza artificiale emerge una questione che non è soltanto tecnologica, ma profondamente filosofica: il rapporto tra conoscenza, controllo e unicità della persona. Ogni sistema organizzativo – e ancor più ogni sistema algoritmico – funziona attraverso modelli e generalizzazioni che trasformano la complessità della realtà in dati e categorie. Questo processo è necessario per comprendere i fenomeni sociali, ma porta con sé un rischio: ridurre le persone a profili statistici, perdendo di vista la loro irriducibile unicità.

 

Questa tensione attraversa anche la riflessione proposta da Carlo Fenaroli nel volume “L’Intelligenza Artificiale per accrescere l’impatto sociale”. Il libro analizza in modo approfondito le opportunità offerte dall’AI, con una fiducia di fondo nelle sue potenzialità, ma richiama costantemente a una consapevolezza fondamentale: dietro ogni dato esiste una storia e dietro ogni categoria esiste una persona. L’innovazione tecnologica, quindi, non deve limitarsi a classificare la realtà con crescente efficienza, ma aiutare le organizzazioni a comprendere meglio i bisogni delle comunità senza smarrire il volto umano che li esprime.

 

In questa prospettiva, l’analisi dei dati diventa uno strumento prezioso per rafforzare l’impatto sociale. L’intelligenza artificiale permette infatti di incrociare dati demografici, abitativi e sociali, insieme a rilevazioni sul benessere psicologico lungo tutto l’arco della vita – dagli studenti agli anziani – aprendo nuove possibilità di prevenzione e intervento. Attraverso queste analisi è possibile, ad esempio, individuare precocemente il rischio di abbandono scolastico, prevedere situazioni di esclusione sociale, mappare territorialmente le nuove povertà, supportare l’inserimento lavorativo di persone fragili o sviluppare sistemi di assistenza domiciliare intelligente per anziani e persone con disabilità.

Questi esempi mostrano come l’AI possa essere utilizzata per prevedere bisogni sociali, migliorare l’efficienza organizzativa, personalizzare gli interventi e misurare l’impatto sociale, contribuendo a trasformare l’azione del Terzo Settore da risposta emergenziale a capacità di prevenzione e accompagnamento.

 

La questione assume un significato ancora più ampio se osservata alla luce delle grandi riflessioni sul potere e sulla sorveglianza. Dal Panopticon di Bentham al Grande Fratello di Orwell – Michel Foucault ha mostrato come il potere possa diffondersi in forme sempre più sottili e pervasive, attraverso sistemi di osservazione e dispositivi sociali capaci di orientare i comportamenti anche senza un controllo esplicito e continuo. In questo scenario l’intelligenza artificiale riapre la tensione tra conoscenza e controllo: la capacità di analizzare enormi quantità di dati può migliorare la comprensione dei fenomeni sociali, ma può anche generare nuove forme di sorveglianza e di influenza invisibile sulle scelte individuali e collettive. Per questo motivo la tecnologia non è mai neutrale né inevitabile. Il suo significato dipende dalle scelte politiche, culturali ed etiche di chi la progetta e la utilizza. Nel contesto del Terzo Settore questa responsabilità diventa ancora più forte: gli strumenti di analisi dei dati possono aiutare a individuare fragilità invisibili e a rendere gli interventi sociali più tempestivi ed efficaci, ma devono sempre essere guidati da una visione che metta al centro la dignità della persona.

 

Il vero interrogativo, dunque, non è se l’intelligenza artificiale diventerà uno strumento di controllo o di emancipazione. La domanda decisiva è quale idea di persona e di comunità guiderà il suo sviluppo. Solo se accompagnata da un autentico umanesimo digitale, l’AI potrà trasformarsi da tecnologia di analisi in strumento di cura, capace di rafforzare giustizia sociale, solidarietà e responsabilità collettiva.

Carlo Fenaroli, laureato in Economia a indirizzo industriale presso l’Università degli Studi di Brescia, vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore non profit, con una carriera interamente dedicata alla promozione dell’inclusione lavorativa e allo sviluppo delle imprese sociali.

 

Attualmente ricopre il ruolo di Presidente del Consorzio Cascina Clarabella, ed è impegnato in diversi consigli di amministrazione e in ruoli direttivi presso organizzazioni del terzo settore. Nel corso della sua carriera ha maturato competenze specifiche in governance, gestione di progetti complessi, finanza agevolata e fundraising, coordinando piani di sviluppo imprenditoriale e progetti di inserimento lavorativo.

Il volume pubblicato da GAM Editrice
è disponibile presso FELTRINELLI e IBS e ordinabile in tutte le librerie.

Approfondimenti disponibili sul canale Substack Aifornoprofit

Torna in alto